“Dignità: Movimento 2°” di G.Z.

In commento a “Melvin, la Zampa Fatata” ( http://www.ilcantastoriefiorentino.com/2009/10/16/melvin-la-zampa-fatata/ )

Autore: G.Z.

Venerdì 17 ottobre 2008,
primo pomeriggio

Dignità: Movimento 2°

“Bisogna rispettare, torno a ripeterlo, le tenebre dell’anima altrui,
bisogna guardarci dentro, anche se dentro non c’è niente, anche se c’è solo immondizia;

è lo stesso: guarda e rispetta, guarda e non sputarci sopra…”
Venedikt Vasil’evič Erofeev, “Moskva-Petuški”

Sono qui su un divano disteso supino
ma tutto il mio essere trepida in piedi
nell’attesa del sole d’autunno,
dell’estate indiana, dei giorni di San Martino:

come è difficile restare sé stessi
nei giorni e nei mesi da solo, nel clou del dolore;
oppure nei giorni di festa e di vita
non farsi assassino del cuore bambino…

Al di là delle idee e del pensiero,
di destra e sinistra,
di Budda di Cristo o Platone,

al di là delle arti e dei muri
fra uomini e donne,
fra razze opinioni e culture,

al di là della musica e della scrittura,
delle tribù dei cantanti, dei soliti autori,
io vedo il volto piangente delle persone.

E un volto fra tanti sorride leggero:
il volto stupito di mio nonno bambino,
il volto sveglio e paffuto del figlio di un contadino…

Con gli occhioni trapassa il passato il presente e il futuro,
ed ancora non sa che una guerra gli ruberà
i frutti più dolci della SUA primavera,

e che passerà l’estate l’autunno e l’inverno,
infino a morir su una sedia,
portando, ricurvo eppur fiero,
la croce preziosa d’un onesto lavoro…

Non parlatemi di una cultura che tradisce la vita,
di un giudizio che sempre condanna Caino,
o chi, come lui, non vuole avvocati
difensori di frigide tesi…

La dignità un uomo nel sangue la sente bollire,
la stessa che è stata del padre,
e del padre del padre,
e del padre del padre del padre,
e dentro il sudore di chi da sempre coltiva il Giardino.

G.Z.

3 risposte a ““Dignità: Movimento 2°” di G.Z.”

  1. Giovanni Zecchi

    Ciao Cantastorie!
    Grazie a te innanzitutto per la pubblicazione, poi per la definizione di “poeta”…
    Io non so scrivere che così…
    Tutte le forme di scrittura e di espressione sono speciali a modo loro.
    A me capita come un’esigenza, un’esigenza di dire qualcosa in breve tempo/breve spazio. L’ispirazione mi viene sempre da una donna o da un paesaggio (che poi, per me, sono la stessa cosa…), cioè dalla Natura o da una sua atmosfera, anche quando sembra che l’ispirazione venga da altre fonti.
    E’ una cosa fisica: mi devo mettere sul letto e scrivere; meglio se verso mezzanotte, meglio se finisco prima di ricominciare un’altra giornata…
    Non so: è come assorbire a mo’ di spugna, durante tutta la giornata, delle sensazioni, delle emozioni, fino a scoppiarne: ecco, lo scoppio è il suono della poesia, quello che rimane dopo lo scoppio sono le parole sulla carta…

    Spero di non essere stato troppo prolisso…
    E per te come funziona? Com’è che componi i tuoi racconti? Come nasce l’ispirazione?
    Sono curioso anch’io della tua risposta, eh…

    Allora a presto!

    Giovanni

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