Le Storie d’Amore – “Amore e Paura”

“Liberatemi!!Lasciatemi andare!!!Non ho fatto niente!!” gridò l’Amore dalle sporche sbarre di una finestrella che, ormai, era l’unica strada d’accesso alla realtà.

Imprigionato. Senza speranze. Chiuso in una celletta angusta e con le dimensioni di un osceno sgabuzzino.
Lui, il sentimento più unico, inestimabile, spettacolare in assoluto, si trovava isolato dal mondo che, da sempre, gli apparteneva.
E la cosa peggiore era che non ne sapeva e capiva il motivo.

“Zitto!!Bastardo!!!” urlò il suo carceriere, un rozzo individuo vestito di stracci che teneva, appesi sulla cintura, due grossi manganelli pronti a far sentire la loro violenta voce.
L’Amore si ritirò in un cantuccio allora…ed esposto al tintinnio delle gocce di umidità che scendevano dal soffitto, cominciò a pensare a quelle che erano state le sue ultime avventure.

Ricordava poco, solo ciò che era accaduto prima di aver ricevuto una forte botta in testa.
Ed anche se il bernoccolo sulla nuca confermava del colpo subito, non aiutava il poveraccio a ricostruire chiaramente i fatti.

L’Amore rammentava che stava cercando di entrare nella storia di una coppia emotivamente ormai lontana, senza più stimoli, che aveva smarrito il luccicare degli occhi tipico di una storia surreale. Una coppia che si era smarrita per strada, che non aveva chiuso le porte alla volgare materialità…una coppia che non era completamente persa però, che aveva l’opportunità, con coraggio, di dare nuova luce a se stessa ed ai suoi splendori.

Operando senza fretta e di nascosto l’Amore aveva conosciuto i due ragazzi, li aveva spronati, aveva dato loro la forza di credere che ricominciare era possibile.

Si era nascosto sotto al vento ed aveva sussurrato dolcemente le parole dei loro primi incontri, della passione, del fuoco interno che aveva fuso le loro anime.
Si era materializzato nel sole a mezzogiorno, ed aveva rischiarato il buio con l’intensità dei suoi raggi.
Era rinato nelle forme di una terza ed  innocente creatura, il dono più grande per la coppia che, con fiducia, avrebbe potuto credere in un futuro unico e migliore.

…poi le sue mosse erano diventate meno fluide, più difficili, perché qualcuno, qualcosa sembrava mettergli i bastoni tra le ruote.
E qualche giorno dopo, mentre tornava a casa in seguito ad una giornata di duro lavoro, la perdita della conoscenza lo aveva spedito, direttamente, dietro le sbarre di quella prigione.

“Tieni, mangia.” parlò con voce roca il carceriere, spingendo dentro la cella un misero piatto con qualche verdura ed un po’ di pane…e quando l’Amore lo divise, un piccolo biglietto svolazzò, leggero, per cadere tranquillo nelle sue mani.

“Ti chiederai perché ti trovi qui dentro, amico…ed io ti spiegherò esattamente il motivo della tua scomparsa dalle scene” recitava il piccolo foglio di carta…e scorrendolo con gli occhi, il poveraccio comprese che era la spiegazione della sua triste situazione.

“Era diverso tempo che ti pedinavo, ti seguivo ovunque, provavo a trovare un punto debole nella tua apparentemente insormontabile corazza. Poi ti sei legato a quei due, tentando di farli diventare qualcosa che non erano più…ed errore enorme, hai cercato in loro il coraggio che ormai, ahimé, era morto e sepolto.
Quello era il momento giusto perché entrassi in scena. Io, la Paura. Ti ho aspettato una sera mentre tornavi a casa…ti ho avvicinato in silenzio…e con una botta in testa ti ho spedito in un mondo dal quale sei uscito solo poco tempo fa. Adesso divertiti con il tuo carceriere, l’Orrore. E buonanotte…”

…ed una rozza firma concludeva il biglietto che, più esplicito, non avrebbe potuto essere.

Una lacrima scese lenta ed andò a mischiarsi, tristemente, alle gocce umide che non smettevano di cadere sul pavimento della stanza.
Il silenziò tornò assordante…e l’Amore comprese di essere stato, ancora una volta, tradito.

Tradito dalla sua fiducia nel mondo, dal suo coraggio, dalla sua assurda speranza di risolvere ogni situazione, anche la più intricata, con passione e fede.
Tradito dalla coppia di amanti che non aveva trovato il coraggio per svoltare, per riabbracciarsi, per raggiungere di nuovo una dolce e tenera vita.

Tradito dalla Paura che gli aveva tarpato le ali, lo aveva ucciso, lo aveva imprigionato in una cella che lo limitava, amaramente, nei movimenti.

“Perché chi ha paura di innamorarsi, e di farlo ogni giorno, si perde senza rimedio…ed anche se io rinascerò nell’anima di due persone che, incondizionatamente, crederanno l’uno agli occhi dell’altra, sto male per la coppia che, per timore, ha smarrito l’unica strada per raggiungere la felicità.”
…questa fu la sua risposta al biglietto.

…e mentre una pioggia di stelle venne ad illuminare l’interno della cella, l’Amore tornò a vivere lontano da quel macabro luogo di sofferenza.

Rimase solo quell’unica lacrima caduta…una goccia nel mare della possibile felicità; una goccia che, nonostante tutto, aveva lasciato un segno nell’ultima, inguaribile, anima romantica della storia.

Il Cantastorie

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IL PROGETTO

"Il Cantastorie Fiorentino" è un piccolo ma ambizioso progetto di Editoria Multimediale Online: costruire un prodotto letterario semplice e diretto, una base di racconti sfogo di una fervida fantasia, da affiancare alla concretezza di immagini e suoni della realtà...

Uno spazio che coinvolga attraverso parole, frasi, video, suoni, fotografie...
...un viaggio all'interno di un mondo che non c'è...MA ESISTE.

Il Cantastorie…la passione…

"...segnare, con l'ultimo punto, la fine di un racconto è una sensazione assolutamente meravigliosa. Quasi come finire di fare l'amore...e leggerlo e rileggerlo è come coccolarlo...emozioni uniche."