Le Storie d’Amore – “Amore e Passione”

…ed un’altra scintilla illuminò la notte buia che regnava sovrana in quelle lande deserte.
Solo un’anima pura pareva vivere a quell’ora, una candida e leggera essenza con un compito importante e preciso.

Il rumore dell’ennesima foglia arsa, uno scatto secco simile alla pressione del “fire” di un fucile, tuonò timidamente nell’aria fresca della sera.
L’Amore si guardò intorno con aria tranquilla, riservata, e sorrise a sé stesso perché quel compito, seppur noioso, gli aveva sempre dato una grande soddisfazione.
Solo, nascosto in un bosco dall’immensa vegetazione, egli esprimeva la sua devozione ai sentimenti ergendosi a custode di una fiamma florida, vivace, fondamentale: l’eterna fiamma della Passione.

Da molti secoli ormai quella scena si ripeteva: l’Amore dedicava la sua giornata a sé stesso, ai suoi interessi, alle cure per rinnovarsi ed essere, mese dopo mese, la chiave di lettura per ogni uomo o donna sulla terra.
Spendeva energie per colorare anime, per cambiare il mondo, per rendere speciali le vite di milioni di persone che, inconsapevolmente, potevano godere di magnifici ed inaspettati doni.
Poi, quando i toni scuri della notte rendevano difficile l’esercizio normale della vista, egli si ritirava in silenzio e, isolato nel suo timido ma coraggioso perfezionismo, impegnava alcune delle ore di sonno guadagnate nella gestione di quel fuoco sempre attivo, sempre forte, quella fiamma responsabile del colore rosso intenso dei cuori veramente vivi.

La Passione. Energia allo stato puro. Lo slancio cieco verso orizzonti senza limiti e confini.

Uno sbadiglio fece notare all’Amore quanto era stanco; gli occhi erano semi-chiusi già da un pezzo, le membra pesavano terribilmente, il respiro si mischiava al dolce russare del vento tra le fronde degli alberi. Non c’era che una cosa da fare. Ed alzatosi egli si avviò, pacato, sulla strada verso casa.

“Puoi anche evitare future visite, se vuoi!Vecchio stolto!!” esplose una voce poco dietro. E l’Amore si trovò stupito nel constatare che, colui che parlava, era nientemeno che il fuoco che aveva alimentato da così tanto tempo.
“Credo di essere abbastanza grande per continuare a vivere senza di te, ormai. Senza le tue stupide foglioline secche, senza i tuoi minuscoli bastoncini legnosi. Arderò fin dove mi porterà il destino, da domani. E tu, per me, non sarai che un pezzo di storia antica!”.

La Passione si era svegliata da un sonno lungo anni: aveva scoperto il furore che l’animava, la potenza sprigionata dal suo spirito impetuoso. E voleva diventare indipendente, ad ogni costo. Per non essere più legata al volere di qualunque altro sentimento.

L’Amore guardò stupito la fiamma scintillante che gli stava davanti e provò ad utilizzare qualche parola, qualche frase, per farle capire che sarebbe stata una pazzia vagare per il mondo senza controlli e limitazioni.
Notando che ogni espressione andava ad incrementare la rabbia di quel fuoco ardente però, egli decise di ripiegare mitigamente su se stesso e, scuotendo le spalle, tornò mestamente sui passi che aveva percorso solo qualche ora prima.

Un triste sospiro accompagnò il suo coricarsi dolcemente in attesa del giorno successivo; e chiudendo gli occhi l’Amore sperò che il nuovo sole potesse modificare la decisione del suo amico e compagno di viaggio.

Invano passarono i minuti, le ore, i giorni ed i mesi; ed appreso che la Passione aveva parlato seriamente ed aveva iniziato ad influenzare i rapporti grazie alla sua possente intensità, l’Amore, dopo aver tentato invano di ristabilire la quiete, decise di dare tempo al tempo e di mitigare la frenesia dei “passionali” infondendo loro quella dolcezza di cui avevano fortemente bisogno.

Da attento osservatore contemplò, ogni notte, il divampare furente di quelle fiamme vigorose.
E non mancò di notare come, dopo qualche tempo, il loro abbagliante splendore fosse diventato, giorno dopo giorno, sempre più cupo, triste, fino a mutare in un flebile bagliore tenue ed inespressivo.

Era successo ciò che l’Amore aveva temuto: la Passione, senza il supporto di un sentimento più totale, non era riuscita a sostenere il carico.
Aveva rivitalizzato migliaia di coppie in tutto il mondo, dando loro la forza per sperimentare un legame fisico e sentimentale prima d’allora sconosciuto. Ma nel farlo aveva speso tutte le energie e, gradualmente, il calore dei primi giorni si era trasformato in qualcosa di banale, inanimato, troppo distante dal fuoco combattivo che rappresentava la sua vera spiritualità.

Davanti alle ferite esibite da quella fiamma, prima così brillante e meravigliosa, l’Amore giocò il tutto per tutto.
“Lascia che ti abbracci di nuovo, sorella. Perché io e te siamo fatti per operare insieme, per marciare l’uno di fianco all’altro. Sono io che ti ho alimentato in questi lunghi anni; ti ho supportato in ogni impresa, in ogni attività, in ogni tentativo di creare dalla cenere il più stupendo e ardente fuoco che fosse mai esistito. Lascia che torni a darti nutrimento, che ti aiuti e ti integri nel tentativo di dare al mondo le emozioni capaci di farlo andare avanti. Le nostre anime sono un’unica, magica, armonia…”

Il miracolo più grande della storia apparve limpido davanti agli occhi dell’Amore. Vide il fuoco piangere, commuoversi, versare poche lacrime che scintillarono luminose nel buio della notte.
Poi la fiamma riprese lentamente vigore, fino a rinascere.

E l’Amore tornò ad alimentare l’incanto della Passione. Perché senza di esso, ahimè, ella aveva compreso di essere una forza potente  ma, infinitamente, incompleta.

Cuori

Una risposta a “Le Storie d’Amore – “Amore e Passione””

  1. ROBERTA MARELLI

    letto e piaciuto molto baci ciao

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"...segnare, con l'ultimo punto, la fine di un racconto è una sensazione assolutamente meravigliosa. Quasi come finire di fare l'amore...e leggerlo e rileggerlo è come coccolarlo...emozioni uniche."